Filtri Graduati (NeutralDensityGraduated)

Per parlare dei filtri graduati utilizzerò l’articolo dell’amico Fortuna Gatto, un vero esperto in materia, poi appena letto questop bellissimo articolo andate a vedervi le sue immagini , ne vale davvero la pena….buona lettura e buona visione

 

Filtri Graduati (NeutralDensityGraduated)

Art. preso  da http://www.dreamerlandscape.com/dream/?p=708

26 febbraio 2012 · Fortunato Gatto · 5 Comments“Perché il cielo é cosí chiaro?” “Come mai questo primo piano é quasi totalmente nero?” Sono domande che la maggior parte degli appassionati paesaggisti, muovendo i primi passi, si saranno chiesti. Dare una risposta a tutto ció significa scoprire e riconoscere i limiti della propria fotocamera. Le attuali fotocamere in commercio, infatti, hanno una gamma dinamica (definizione in breve: capacitá di cogliere/registrare il dettaglio/sfumature) “limitata” rispetto a quanto riesce a percepire il nostro occhio e sopratutto in presenza di forti contrasti vanno in difficoltá. Proprio qui entrano in gioco i filtri graduati, oggetti che non dovrebbero assolutamente mancare dall’equipaggiamento di un fotografo paesaggista. Grazie all’apporto dei suddetti filtri é possibile, riducendo in una determinata area del fotogramma la luce, riportare la gamma dinamica in un “range” tale per cui la nostra fotocamera possa cogliere in maniera “bilanciata” la scena che si vuole ritrarre.

Che cosa sono i filtri graduati?

Sono dei filtri a lastrina per meta’ “trasparenti”, mentre la restante porzione é di color grigio, piú o meno intenso a seconda della tonalitá selezionata. Sono presenti in commercio di diverse: misure, intensitá e marche.
Le misure variano principalmente da 67mm a 150mm sul lato lungo. E’ importante ricordare che un filtro di dimensioni maggiori consente piú libertá d’azione durante il suo posizionamento.
Le tonalitá di grigio invece determinano l’intensitá della “Gradazione”. Sono acquistabili filtri che variano da uno a quattro stop.
Tra i produttori principali si distinguono: Lee, Singh Ray, Hitech/Formatt, Tiffen (solo colorati) e Cokin. Il discorso relativo alle marche, ruota essenzialmente sulla qualitá ed il costo del prodotto. Alcuni filtri, infatti, introducono dominanti piuttosto marcate, guastando in parte la cromia di una fotografia.

Occorre inoltre fare un distinguo tra le varie tipologie di filtri gruaduati:
Hard: presenta una sfumatura del grigio piuttosto decisa. Lo stacco tra questa e la parte neutra/trasparente del filtro é netto. Il suo utilizzo prevede per cui un orizzonte “piatto” e ben “distinguibile”. Questa caratteristica lo rende piú appetibile ai paesaggi marini (ESEMPIO 1). Tuttavia é indicato anche nel caso in cui vi sia una linea di luce evidente, che demarchi due aree dai contrasti differenti (ESEMPIO 2 e 3).
Soft: la sfumatura del grigio é decisamente piu morbida rispetto al filtro Hard. Al contrario di esso, non vi é uno stacco netto tra le due metá del filtro. Questo aspetto fa si che vengano generalmente impiegati in situazioni dove non vi é un orizzonte ben definito, come spesso accade nel paesaggio montano (ESEMPIO 4). L’utilizzo singolo di questi filtri si adatta molto bene anche nelle circostanze in cui la luce é distribuita omogeneamente sul paesaggio (ESEMPIO 5).
Reverse: la sua pecularietá sta nella gradazione, infatti, la parte piú “intensa” della sfumatura é quella centrale. Questa sua caratteristica fa si che sia il meno utilizzato tra i filtri graduati, ma allo stesso tempo lo rende unico. Immaginando un ipotetico tramonto al mare, in controluce, il suo apporto diviene fondamentale, andando a coprire con la parte piú intensa della sfumatura, l’area in cui sono presenti le alteluci piú forti e complesse da gestire (ESEMPIO 6).

Come si posizionano rispetto all’obbiettivo?

I filtri graduati a lastrina richiedono principalmente due accessori per poter essere utilizzati: l’anello adattatore (si avvita davanti alla lente) ed il sistema o holder (si posiziona nel binario circolare dell’anello adattatore). In sequenza: anello adattatore (FIGURA 1), sistema o holder (FIGURA 2), ed infine il filtro (FIGURA 3).

Schema-HolderCome determino la scelta del filtro?

Come detto in precedenza i filtri graduati sono presenti in diverse gradazioni. La corretta scelta di quest’ultima, determina in parte la riuscita dell’immagine (almeno dal punto di vista tecnico). Sotto sono riportati alcuni accorgimenti basilari che potrebbero tornare utili:
Impostare sulla fotocamera la misurazione “Spot”. Misurando solo una piccola porzione del fotogramma, risulta essere la piú precisa.
Calcolare la differenza in termini di esposizione tra un ipotetico primo piano ed il cielo o sfondo. Vi sono, tuttavia, situazioni piú complesse, le quali possono richiedere la misurazione di piú porzioni dello scenario.
La differenza in termini di “Stop” determina il filtro da utilizzare.

Esempi pratici:

Legenda: 0.3 (1 stop); 0.6 (2 Stop); 0.9 (3 Stop)

HARD

1

ESEMPIO 1: un classico. Il filtro viene posizionato all’altezza di un orizzonte piuttosto lineare, tipico del paesaggio marino

2

ESEMPIO 2: la linea di demarcazione creata dalla luce diretta suggerisce il posizionamento del filtro.

3

ESEMPIO 3: ancora una volta un orizzonte “invisibile”, tracciato dalla luce. In questo caso il filtro é stato piegato leggermente verso destra.

SOFT
4

ESEMPIO 4: nel paesaggio montano il rischio maggiore é quello di mostrare la transizione del filtro. Il Filtro Soft ben si adatta a queste situazioni.

5

ESEMPIO 5: la gamma dinamica “ristretta” di questo scenario avrebbe permesso la sua cattura anche senza filtro. Tuttavia l’utilizzo di un Soft da 3 stop, fatto transitare dall’alto verso il basso su tutto il fotogramma, ha bilanciato in un colpo solo cielo e primo piano, rendendoli entrambi piú leggibili.

REVERSE

6

ESEMPIO 6: un tramonto con il sole di fronte ed un orizzonte lineare. Ecco una circostanza che calza a pennello con il filtro Reverse. La parte piú forte della gradazione (quella centrale) si posiziona tra l’orizzonte ed il primo terzo del cielo, dove risiedono le alte luci piú forti/complesse, per poi sfumare gradualmente verso l’alto attenuandosi.

Conclusione:

E’ difficile parlare di metodologia in un momento storico in cui la fotografia, “grazie” all’avvento del digitale, rende possibile un numero praticamente illimitato di tentativi a propria dispozione. Tuttavia, l’utilizzo e le opportunitá concesse dai filtri graduati sono talmente vasti da lasciar poco spazio alla causalitá. Ancora una volta divengono fondamentali l’esperienza sul campo e lo sviluppo di un proprio metodo. Questo significa automatizzare un processo che include: ragione, visualizzazione e creativitá. Fattori di primaria importanza, in special modo se combinati con la voglia di sperimentare e di evadere dalle regole basilari.

NB: l’articolo si basa sui filtri graduati a LASTRINA

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